Se sei qui è perché ti è appena arrivata una notifica, o hai visto il conto bloccato senza preavviso, e la prima domanda che hai in testa è semplice: posso ancora usare i miei soldi o no? Andiamo con ordine, perché la risposta cambia parecchio a seconda di quando quei soldi sono arrivati sul conto.
Regola generale: la protezione del triplo dell’assegno sociale riguarda le somme accreditate a titolo di stipendio, salario, altre indennità di lavoro o pensione prima del pignoramento. Nel 2026 l’assegno sociale è pari a €546,24 mensili: il triplo è quindi €1.638,72. Gli accrediti effettuati alla data del pignoramento o dopo seguono invece i limiti dell’articolo 545 c.p.c. e, quando procede Agenzia delle Entrate-Riscossione, le specifiche regole della riscossione.
In breve: non esiste una soglia di €1.638,72 che protegge indistintamente tutto il denaro già presente sul conto. La soglia riguarda gli accrediti da lavoro o pensione effettuati prima del pignoramento. Per gli accrediti successivi di stipendio o pensione si applicano i limiti di pignorabilità previsti dalla legge; le percentuali cambiano anche in base al tipo di creditore e di credito.
Nota: le cifre e i tempi indicati in questo articolo (la soglia protetta, i giorni della procedura esattoriale) sono indicativi e aggiornati al momento della pubblicazione. Cambiano ogni anno per via della rivalutazione ISTAT, e possono variare caso per caso a seconda del tipo di credito e della procedura specifica. Prima di prendere una decisione, verifica il valore aggiornato o parla con un avvocato: questo articolo ti aiuta a capire come funziona il meccanismo, non sostituisce una consulenza sul tuo caso.
Cosa succede davvero quando il conto viene pignorato
Il pignoramento del conto corrente è un pignoramento “presso terzi” (art. 543 e seguenti del Codice di procedura civile): il “terzo” è la banca, che riceve l’ordine di bloccare le somme che ti deve fino a coprire il debito. Il creditore non entra nel tuo conto — vincola quello che la banca ti deve, nei limiti dell’importo richiesto.
Il conto resta formalmente aperto. Puoi continuare a ricevere accrediti, ma non puoi disporre liberamente delle somme bloccate: niente prelievi, niente bonifici in uscita, niente pagamenti con la carta che intacchino quella parte.
Chi può disporlo, e con quale procedura
Un creditore privato (banca, finanziaria, fornitore) deve prima ottenere un titolo esecutivo da un giudice — sentenza, decreto ingiuntivo, o titoli equivalenti. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione, invece, può procedere senza passare dal giudice, tramite un atto specifico (art. 72-bis del DPR 602/1973) — restano comunque validi gli stessi limiti di legge sulle somme protette.
Quanto puoi ancora prelevare
Qui la legge fa una distinzione che quasi nessuno spiega chiaramente, e che cambia tutto:
Stipendio o pensione già accreditati prima del pignoramento
Se sul conto erano già presenti somme accreditate a titolo di stipendio, salario, indennità di lavoro o pensione prima del pignoramento, l’articolo 545 c.p.c. tutela un importo pari al triplo dell’assegno sociale. Per il 2026 l’assegno sociale è €546,24 al mese, quindi la soglia è €1.638,72. L’eventuale eccedenza può essere vincolata nei limiti applicabili al caso.
Attenzione: questa protezione non si estende automaticamente a qualsiasi altra somma presente sul conto solo perché era già accreditata. Conta la provenienza del denaro.
Stipendio o pensione accreditati alla data del pignoramento o dopo
Per questi accrediti non si usa la soglia del triplo dell’assegno sociale: la banca è soggetta agli obblighi del terzo pignorato nei limiti previsti dall’articolo 545 c.p.c. e dalle disposizioni speciali. Evita quindi la scorciatoia “dopo il pignoramento trattengono sempre un quinto”: per i crediti ordinari lo stipendio è di regola pignorabile entro un quinto, mentre Agenzia delle Entrate-Riscossione applica fasce specifiche sullo stipendio (un decimo fino a €2.500, un settimo tra €2.500 e €5.000, un quinto oltre €5.000). Per pensioni e crediti di natura alimentare valgono ulteriori limiti.
Se il conto è vuoto o in negativo
Se al momento della notifica non c’è un saldo positivo utile, la situazione va valutata sulla base dell’atto notificato, della dichiarazione della banca e degli eventuali accrediti successivi. Non è corretto presumere che un pignoramento ordinario del conto “agganci” senza limiti temporali qualsiasi somma futura: per capire che cosa è effettivamente vincolato bisogna leggere l’atto e la procedura concreta.
Quanto dura
Non esiste un termine fisso uguale per tutti — dipende dalla procedura:
| Tipo di procedura | Quanto dura |
|---|---|
| Esattoriale (Agenzia delle Entrate-Riscossione) | La cartella ordinariamente intima il pagamento entro 60 giorni; il pignoramento presso terzi segue poi la propria procedura. Non usare “60 giorni” come durata standard del blocco del conto. |
| Ordinario (creditore privato con titolo esecutivo) | Dipende dalla procedura e dai provvedimenti del giudice; non esiste una durata unica valida per tutti i casi. |
In entrambi i casi, il vincolo si scioglie quando il debito viene saldato, quando interviene una rateizzazione accettata, o quando il giudice dispone diversamente in caso di opposizione.
Cosa fare nelle prime ore, in ordine
- Leggi con attenzione la notifica. Deve indicare chi ha disposto il pignoramento, per quale importo e per quale credito. Senza questi elementi, potrebbe essere contestabile.
- Verifica la data degli accrediti rispetto alla data della notifica — è la distinzione che abbiamo visto sopra, e determina quanto puoi ancora usare.
- Non aspettare per capire la tua situazione specifica. Ogni giorno che passa senza sapere cosa puoi prelevare è un giorno di stress evitabile: la banca è tenuta a informarti sull’importo esatto bloccato.
- Valuta se hai i requisiti per opporti. Se il pignoramento supera i limiti di legge, o se manca un presupposto (titolo esecutivo mancante o irregolare), puoi presentare opposizione tramite un avvocato.
- Se il pignoramento nasce da un debito che potevi evitare, vale la pena capire come ci sei arrivato — a volte la causa è un finanziamento con condizioni che non erano chiare all’inizio.
Come si arriva a un pignoramento, e come si evita il prossimo
Il pignoramento non è mai il primo passo — arriva dopo mesi (spesso anni) di debiti non onorati, di solito con più di un creditore coinvolto. Se sei già in questa situazione, il piano pratico per uscire dai debiti ti aiuta a mettere in ordine le priorità: quale debito estinguere prima, come parlare con i creditori prima che si arrivi a un atto giudiziario.
E se stai per firmare un nuovo finanziamento mentre stai ancora sistemando i conti, vale la pena guardare il TAEG prima di firmare, non dopo: un tasso più alto di quanto pensavi è spesso il primo tassello che porta a un debito che poi diventa impossibile da gestire.
Riassumendo
- Il conto resta aperto, ma non puoi disporre delle somme bloccate.
- Stipendio/pensione accreditati prima: protetti fino al triplo dell’assegno sociale; nel 2026 la soglia è €1.638,72.
- Accrediti alla data del pignoramento o successivi: seguono i limiti dell’art. 545 c.p.c. e delle eventuali norme speciali; non esiste una percentuale unica per tutti i casi.
- La durata dipende dalla procedura: non c’è un termine standard di 60 giorni valido come durata del blocco del conto.
- Puoi opporti se il pignoramento supera i limiti di legge o manca un presupposto formale.
Fonti ufficiali e data di verifica
- Codice di procedura civile, articolo 545
- INPS: Assegno sociale — importo 2026
- Agenzia delle Entrate-Riscossione: procedure esecutive e pignoramento presso terzi
Verificato il 7 agosto 2026.