Molte persone tengono tutti i risparmi sullo stesso conto corrente usato per pagare bollette e spese quotidiane. È comodo, ma conto corrente e conto deposito hanno funzioni diverse. Il primo serve soprattutto alla gestione quotidiana del denaro; il secondo può riconoscere interessi più elevati, ma offre meno operatività e può prevedere vincoli o tempi di svincolo.
Cosa sono, in pratica
- Conto corrente: pensato soprattutto per la gestione quotidiana. Accredito dello stipendio, pagamento delle utenze, prelievi e bonifici sono alcune delle operazioni tipiche.
- Conto deposito: pensato per far fruttare somme destinate al risparmio. In genere riconosce interessi più elevati rispetto al conto corrente e offre minore operatività (di solito puoi solo versare e prelevare verso il tuo conto corrente collegato, senza bancomat o bonifici a terzi).
Vincolato o libero: la differenza che conta di più
| Caratteristica | Conto deposito libero | Conto deposito vincolato |
|---|---|---|
| Tasso di interesse | Più basso | Più alto |
| Disponibilità della somma | In pochi giorni, senza penali | Solo a scadenza, o con penale |
| Adatto per | Fondo emergenza, liquidità da usare entro l’anno | Somme che non ti servono per 1-5 anni |
Un conto vincolato a 2 anni rende di più, ma se hai bisogno della somma prima della scadenza rischi di perdere parte o tutti gli interessi maturati, a seconda delle condizioni contrattuali.
Cosa guardare prima di aprirne uno
- Tasso lordo vs netto: gli interessi sui conti deposito sono tassati al 26%, come la maggior parte delle rendite finanziarie. Confronta sempre i tassi netti dichiarati, non quelli lordi pubblicizzati nei banner.
- Canone e imposta di bollo: molti prodotti non hanno canone, ma il bollo dipende dalla classificazione contrattuale. Può essere fisso con soglia, proporzionale oppure sostenuto dalla banca: verifica il foglio informativo e la guida sull’imposta di bollo del conto deposito.
- Fondo interbancario di tutela dei depositi: verifica che la banca aderisca al FITD (o equivalente), che garantisce fino a 100.000€ per depositante per banca in caso di insolvenza dell’istituto.
- Tempi di svincolo reali: alcuni conti “liberi” impiegano più giorni lavorativi del previsto per accreditare la somma sul conto corrente collegato.
Come usarli insieme
Una combinazione comune ed efficiente:
- Conto corrente: 1 mese di spese correnti, giusto per la gestione quotidiana.
- Conto deposito libero: il resto del fondo emergenza, per avere un rendimento senza rinunciare troppo alla liquidità.
- Conto deposito vincolato: solo per somme che sai già di non toccare nel breve periodo (esempio: risparmi per un acquisto tra 2-3 anni).
Uno dei conti deposito più cercati in questa categoria è il conto arancio, ma il meccanismo di base resta lo stesso a prescindere dal marchio scelto.
Il punto
Il conto corrente non è il posto giusto per “parcheggiare” risparmi a lungo termine: è uno strumento operativo, non di accumulo. Spostare anche solo la parte eccedente del fondo emergenza su un conto deposito è una delle mosse a più basso sforzo e rischio più basso per migliorare il rendimento della tua liquidità. Solo per la liquidità che non ti serve nemmeno a medio termine ha senso valutare come investire in ETF, dove il rendimento atteso è più alto ma con rischio e orizzonte temporale diversi.