“Tre-sei mesi di spese” è la regola che senti ripetere ovunque parlando di fondo emergenza. È un buon punto di partenza, ma non un numero da applicare senza pensare alla tua situazione specifica.

Perché il fondo emergenza viene prima di tutto il resto

Prima di investire, prima di accelerare sui debiti a basso interesse, prima di qualsiasi obiettivo di lungo termine: il fondo emergenza serve a non essere costretti a indebitarsi o a vendere investimenti nel momento peggiore, quando arriva un imprevisto (auto rotta, spesa medica, perdita del lavoro). Senza questo cuscinetto, ogni imprevisto rischia di trasformarsi in un nuovo debito a interessi alti.

Come calcolare il numero giusto per te

Parti dalle tue spese mensili essenziali (affitto o mutuo, utenze, cibo, trasporti, assicurazioni, rate minime dei debiti): non lo stipendio, non le spese totali comprese quelle discrezionali.

Poi modula il moltiplicatore in base alla stabilità del tuo reddito:

Non esiste invece un numero di mesi valido per tutti. La dimensione della riserva dovrebbe aumentare o diminuire considerando almeno:

  • stabilità e prevedibilità del reddito;
  • numero di persone che dipendono da quel reddito;
  • livello delle spese essenziali;
  • presenza di debiti e rate;
  • possibilità concreta di affrontare spese impreviste;
  • facilità con cui potresti ricostruire la riserva dopo averla utilizzata.

Banca d’Italia sottolinea infatti che il fondo emergenze può variare in base a reddito, tenore di vita, imprevisti possibili e situazione economica generale.

Un esempio pratico

Se le tue spese essenziali mensili sono 1.500 €, puoi usare multipli di quella cifra per simulare diversi livelli di protezione: un mese corrisponde a 1.500 €, tre mesi a 4.500 € e sei mesi a 9.000 €. Non sono soglie obbligatorie: servono a vedere quanto tempo riusciresti a coprire le spese essenziali se il reddito si riducesse improvvisamente.

Dove tenerlo: la domanda più sottovalutata

Il fondo emergenza non va investito in azioni o ETF azionari: deve essere disponibile subito e senza rischio di perdere valore nel momento in cui ne hai bisogno. Le opzioni sensate sono:

  1. Conto deposito svincolabile: rendimento migliore di un conto corrente, liquidità in 1-3 giorni lavorativi.
  2. Conto corrente separato dal conto spese quotidiane: meno rendimento, ma accesso immediato, utile per la prima fetta del fondo (1 mese di spese).
  3. Una combinazione dei due: un mese di spese sul conto corrente per l’accesso immediato, il resto su un conto deposito per il rendimento.

Evita conti deposito vincolati a lungo termine per l’intero fondo emergenza: se l’imprevisto arriva prima della scadenza, potresti pagare penali o perdere gli interessi maturati. La guida su conto deposito vs conto corrente approfondisce come combinarli.

Il punto

Il fondo emergenza non è un investimento: è un’assicurazione che ti paghi da solo, e come ogni assicurazione il suo valore si vede nel momento in cui non devi indebitarti per un imprevisto che, prima o poi, arriva per tutti. Solo una volta raggiunto il target, ha senso spostare l’attenzione su come investire in ETF: il fondo emergenza viene sempre prima, non insieme.

Se fatichi a trovare la quota da mettere via ogni mese, il metodo per risparmiare senza trucchetti è il punto da cui partire prima ancora del calcolo del target.

Fonti e approfondimenti