Hai presente quei volantini con scritto “TAN 3%!” a caratteri cubitali, e poi da qualche parte, in piccolo, c’è scritto anche TAEG? Ecco, è quel numero piccolo che dovresti leggere per primo, non l’altro. Ti spiego perché in due minuti, senza tecnicismi.

In breve: il TAN è solo l’interesse puro. Il TAEG è l’interesse più tutto il resto che paghi per avere quel prestito — istruttoria, assicurazione a volte obbligatoria, spese di gestione, bollo. È il numero che ti dice davvero quanto ti costa un finanziamento, ed è l’unico utile se devi confrontare due offerte tra loro.

Cos’è il TAEG, in parole normali

TAEG sta per Tasso Annuo Effettivo Globale. È una percentuale che dice quanto ti costa un finanziamento in un anno, tutto compreso: non solo gli interessi (quello è il TAN), ma anche le spese che sei obbligato a pagare per ottenere il prestito.

Ci rientrano, tipicamente: i costi di istruttoria, l’eventuale assicurazione richiesta come condizione per avere il prestito, le spese di incasso rata, l’imposta di bollo. Non ci rientrano gli oneri notarili (per i mutui) e le penali che pagheresti solo se non rispetti il contratto.

Per legge, il finanziatore è obbligato a scrivertelo chiaro — di solito lo trovi nel documento SECCI (Informazioni Europee di Base sul Credito ai Consumatori) che ti danno prima di firmare.

Perché ti mostrano il TAN e nascondono il TAEG

Non è sempre in malafede — a volte è solo che il TAN è un numero più piccolo, quindi più invitante da mettere in un manifesto pubblicitario. Ma il risultato è lo stesso: se guardi solo il TAN, non sai quanto stai pagando davvero.

Un esempio con numeri veri

Un prestito da 30.000 € a un TAN dell’1,5% su 10 anni, con 270 € di spese iniziali fisse, ha un TAEG dell’1,68%. Aggiungi solo 5 € di spese per l’incasso di ogni rata e 20 €/anno di gestione, e il TAEG sale al 2,18%. Il TAN resta identico sulla carta — è il TAEG che ti dice cosa è cambiato davvero.

La regola pratica per riconoscere i costi nascosti

Se in un’offerta il TAN è molto più basso del TAEG, quella differenza sono le spese accessorie. Più è larga la forbice tra i due numeri, più quel prestito ha costi nascosti dietro un tasso che sembra conveniente.

Il tuo TAEG è normale o è un campanello d’allarme?

Qui la maggior parte delle guide si ferma alla formula e non ti dice cosa fare con il numero che hai in mano.

Il benchmark per tipo di prodotto

Un ordine di grandezza aiuta — sapendo che questi valori si muovono nel tempo con i tassi di mercato, quindi prendili come riferimento generale, non come soglia fissa:

Tipo di finanziamentoTAEG tipicamente nella normaQuando iniziare a preoccuparti
Prestito personale con buon profilo5% – 9%Sopra il 12-13%
Cessione del quinto6% – 10%Sopra il 14-15% (l’assicurazione obbligatoria pesa molto)
Carta di credito revolving15% – 20%Sopra il 22-24%
Prestito finalizzato (es. elettrodomestici)0% – 8%Attenzione ai costi nascosti se è “a tasso zero”

Quando un TAEG diventa reato: la soglia di usura

Se il tuo TAEG è ben oltre questi intervalli, non significa automaticamente che sia illegale — esiste una soglia di usura calcolata ogni trimestre da Banca d’Italia insieme al Ministero dell’Economia, diversa per ogni categoria di prodotto, e solo superarla è reato. Quella soglia cambia nel tempo: se hai il dubbio che il tuo finanziamento sia oltre il limite, il dato aggiornato lo trovi sulla pagina ufficiale, non su un numero fisso scritto in un articolo di qualche mese fa.

“TAEG 0%”: c’è sempre la fregatura?

Non sempre. I finanziamenti a tasso zero esistono davvero, e in genere è il negozio (non tu) a pagare gli interessi al finanziatore per farti comprare senza aggravio. Ma tre cose da controllare comunque:

  • Le spese di istruttoria a volte restano anche a TAEG 0%, e vanno lette nel documento SECCI.
  • L’assicurazione facoltativa proposta insieme al finanziamento non è mai davvero gratuita solo perché il tasso lo è.
  • Il prezzo del prodotto che stai finanziando a volte è più alto rispetto a chi paga in contanti — il costo del tasso zero, se c’è, a volte è nascosto lì.

Dove il TAEG alto fa più male: revolving e cessione del quinto

Non è un caso che i due prodotti con il TAEG strutturalmente più alto siano anche quelli su cui conviene stare più attenti prima di firmare. Se stai valutando una carta di credito revolving, il TAEG lì sopra i limiti indicati non è un’eccezione — è quasi la norma del prodotto, ed è il motivo per cui costa così tanto restituire piccole somme nel tempo.

Con la cessione del quinto il TAEG si alza soprattutto per via dell’assicurazione obbligatoria che va inclusa per legge — è utile saperlo prima di firmare, non dopo la prima rata.

Se sei già dentro più di un finanziamento e fai fatica a stare dietro alle rate, il piano pratico per uscire dai debiti parte esattamente da qui: capire quale dei tuoi debiti ha il TAEG più alto è il primo passo per decidere quale estinguere per primo.

Riassumendo

  • Guarda sempre il TAEG, mai solo il TAN. Il TAN da solo non include le spese, il TAEG sì.
  • Una forbice larga tra TAN e TAEG significa costi accessori alti — è un segnale, non un dettaglio.
  • Confronta il tuo TAEG con l’intervallo tipico del tipo di prodotto che stai valutando, non con un numero generico.
  • “Tasso zero” non significa sempre gratis — controlla istruttoria e assicurazioni facoltative.