“Canone zero per sempre” è probabilmente la frase più usata nel marketing delle carte di credito in Italia. È anche, quasi sempre, vera solo a metà: l’emittente non guadagna dal canone, ma da qualcos’altro. Capire da cosa ti permette di valutare se la carta è davvero conveniente per come la usi tu.
Illustrazione generica, non rappresenta nessuna banca o circuito reale.
Le tre fonti di guadagno oltre al canone
1. Commissioni di interscambio
Quando paghi con carta esistono commissioni tra i soggetti della filiera dei pagamenti. Per le carte consumer, il Regolamento UE 2015/751 fissa un tetto alla commissione interbancaria dello 0,2% per il debito e dello 0,3% per il credito; il costo complessivo sostenuto dall’esercente può però comprendere altre componenti. Non la vedi mai in bolletta, ma è il motivo per cui una carta “gratuita” può comunque essere profittevole per la banca.
2. Interessi sul credito revolving
Molte carte “gratuite” sono in realtà carte a saldo differito o revolving: se non salvi il saldo per intero a fine mese, paghi interessi e altri costi rappresentati dal TAEG, che deve essere verificato nel contratto e nel SECCI. Il canone zero diventa, di fatto, l’esca per attivare una linea di credito costosa — il meccanismo è lo stesso spiegato in dettaglio nella guida su perché la carta revolving costa così tanto. Se vuoi evitare del tutto questo rischio, una carta prepagata con IBAN non permette di accumulare debito per definizione.
3. Commissioni sui prelievi e sul cambio valuta
Una carta senza canone può comunque prevedere commissioni per prelievi, operazioni in valuta o altri servizi. Se viaggi spesso, questo costo può superare in un anno quello di una carta con canone esplicito ma senza commissioni nascoste.
Come leggere davvero un’offerta
| Voce da controllare | Dove si trova di solito | Perché conta |
|---|---|---|
| TAEG revolving | Sezione “condizioni economiche” del contratto | Se paghi a rate, è il costo reale del credito |
| Commissione prelievo ATM | Foglio informativo, spesso in fondo | Rilevante se prelevi spesso contanti |
| Commissione estero / cambio valuta | Foglio informativo | Rilevante se viaggi o compri in valuta estera |
| Costo sostituzione carta | Condizioni generali | Piccolo ma indicativo della trasparenza generale |
Un esempio concreto
Una carta con canone di 24€/anno ma 0% commissioni su prelievi e cambio valuta può costare meno, nell’arco di un anno di viaggi, di una carta “gratis” che applica il 2,5% su ogni operazione in valuta estera. Il canone visibile spaventa più del costo invisibile, ma è quest’ultimo a incidere di più su chi usa la carta con costanza.
Come decidere in pratica
- Guarda come usi davvero la carta: solo pagamenti POS in Italia, o anche prelievi e acquisti esteri?
- Se paghi sempre il saldo per intero, il TAEG revolving non ti riguarda: concentrati su prelievi e cambio valuta.
- Se a volte rateizzi, il TAEG diventa la voce più importante: un canone di 20€ è ininfluente rispetto a un TAEG del 22%.
- Confronta sempre il costo totale annuo stimato, non solo la presenza o assenza del canone.
Per un metodo di confronto più ampio, valido anche per le carte con canone esplicito, vedi la guida su come scegliere una carta di credito.