Un conto corrente gratuito non è necessariamente un conto che costa 0 € all’anno. Il canone può essere zero mentre carta fisica, prelievi, addebiti diretti, operazioni allo sportello o servizi accessori generano comunque una spesa.

Per questo OAC non usa più la parola “gratis” come etichetta sufficiente. Il confronto parte dal costo reale del tuo comportamento e separa il primo anno dal costo a regime.

Condizioni dei prodotti ricontrollate il 9 settembre 2026. Le offerte sono ad alta volatilità: prima dell’apertura va sempre verificata la documentazione corrente dell’operatore.

Confronta il costo reale del tuo conto

Il comparatore qui sotto usa le otto configurazioni già presenti nel registry OAC dei conti correnti: BBVA, Fineco One, ING Arancio Light, ING Arancio Più, isyLight, SelfyConto, N26 Standard e Revolut Standard.

Puoi modificare:

  • primo anno oppure costo a regime;
  • numero di prelievi mensili;
  • importo del singolo prelievo;
  • numero di addebiti diretti;
  • richiesta della carta fisica;
  • accredito di stipendio o pensione.

Il risultato non forza a zero una voce non verificata. Quando il registry non contiene un costo affidabile, la riga viene segnalata come stima parziale.

Perché “canone zero” non basta

Banca d’Italia distingue tra costi fissi e costi variabili. Il canone è solo una delle voci: il costo effettivo dipende anche da come usi il conto.

Due clienti con lo stesso prodotto possono quindi avere costi molto diversi. Chi usa solo la carta virtuale e non preleva può spendere quasi nulla; chi richiede una carta fisica, preleva spesso fuori rete e usa servizi a consumo può arrivare a decine di euro l’anno pur partendo da un canone pari a zero.

La domanda utile non è “questo conto è gratuito?”, ma “quanto costa per il mio profilo operativo?”.

Primo anno e costo a regime sono due cose diverse

Il primo anno può includere costi una tantum o promozioni che non si ripetono.

Nel campione OAC, per esempio:

  • Fineco One ha canone zero, ma la carta fisica ha un costo annuale e nel primo anno si aggiunge la spedizione;
  • isyLight include la carta digitale, mentre il supporto fisico costa 12 € una tantum;
  • N26 Standard offre la carta virtuale gratuita e richiede 10 € una tantum per quella fisica;
  • Revolut Standard prevede la prima carta senza costo di emissione, ma la consegna standard nazionale ha un costo;
  • SelfyConto è gratuito il primo anno e applica poi il canone ordinario salvo condizioni di azzeramento.

Un confronto che guarda solo ai primi dodici mesi può quindi favorire prodotti che diventano più costosi dopo la promozione. Al contrario, guardare solo al costo a regime può ignorare spese iniziali reali.

Prelievi: la voce che cambia di più il risultato

I prelievi sono uno degli esempi migliori di “gratuità condizionata”.

BBVA non applica commissioni proprie nella zona euro per prelievi da almeno 100 €, mentre sotto quella soglia indica 2 € per operazione. ING Arancio Light applica 0,95 € per prelievo in Italia e in Europa. N26 Standard include tre prelievi in euro al mese e applica 2 € agli ulteriori. Revolut Standard include fino a 5 prelievi o 200 € per mese mobile, a seconda del limite raggiunto prima, poi applica il 2% con minimo 1 €.

Queste regole producono risultati molto diversi in base a frequenza e importo. Per questo il comparatore chiede entrambe le variabili.

Per isyLight il costo dipende anche dalla rete ATM: i prelievi presso banche del Gruppo sono gratuiti, mentre gli altri ATM SEPA ed extra-SEPA hanno un costo indicato di 1,10 €. Il comparatore non può sapere quale rete userai e quindi marca il risultato come parziale invece di scegliere al posto tuo.

Carta fisica: “conto gratis” ma carta a pagamento

La carta digitale gratuita non implica automaticamente una carta fisica gratuita.

Per chi paga quasi sempre con smartphone, questo costo può non esistere. Per chi preferisce una carta fisica, invece, bisogna distinguere tra canone annuale, emissione, spedizione ed eventuali sostituzioni.

Nel comparatore OAC il checkbox “voglio la carta fisica” serve proprio a rendere visibile questa differenza.

Accredito stipendio o pensione: quando azzera davvero il canone

Alcuni conti hanno un canone ordinario ma lo azzerano con entrate ricorrenti.

ING Arancio Più costa 5 € al mese, ma il canone può diventare 0 € con accredito stipendio o pensione, entrate mensili di almeno 1.000 € oppure nelle altre condizioni previste dal prodotto. SelfyConto dopo il primo anno ha un canone ordinario di 3,75 € al mese, ma la banca pubblicizza condizioni di azzeramento legate anche all’accredito dello stipendio o alla spesa con carta.

Nel comparatore il flag stipendio/pensione viene usato soltanto per le condizioni che il registry può modellare in modo chiaro. Non viene simulato, per esempio, il requisito alternativo di spesa mensile con carta.

Addebiti diretti: una voce piccola che si accumula

Un costo di pochi centesimi può diventare rilevante se si ripete ogni mese.

isyLight, per esempio, indica 0,80 € per addebito diretto. Con due addebiti al mese la spesa annuale modellata diventa 19,20 €.

Per altri prodotti il registry centrale non contiene una voce verificata per gli addebiti diretti. In quel caso OAC non assume che siano gratuiti: la stima viene segnalata come incompleta.

Cosa il comparatore non include

Il totale mostrato non è un preventivo contrattuale. Restano fuori, salvo quando espressamente modellati:

  • imposta di bollo;
  • commissioni del gestore ATM;
  • operazioni in valuta e cambio;
  • bonifici fuori SEPA;
  • operazioni allo sportello;
  • carte aggiuntive;
  • assegni, fidi e servizi accessori;
  • eventuali costi personali non presenti nel registry.

Questa esclusione è intenzionale: il comparatore deve essere leggibile e non deve inventare costi mancanti.

Il bollo va tenuto separato dal canone

Per le persone fisiche il bollo ordinario sul conto corrente è pari a 34,20 € annui quando ricorrono le condizioni previste dalla legge, in particolare rispetto alla giacenza media.

Non è una commissione della banca e non va confuso con il canone. Un conto con canone zero può quindi avere comunque un costo fiscale.

Alcuni prodotti o regimi specifici possono prevedere condizioni differenti. Per il dettaglio puoi usare la guida sull’imposta di bollo del conto corrente.

Il conto di base è un caso diverso

Il conto di base non è semplicemente una promozione commerciale “zero spese”. È un prodotto regolamentato con un pacchetto di servizi essenziali e regole specifiche.

Banca d’Italia ricorda che può essere gratuito per determinate categorie, come chi possiede i requisiti ISEE previsti e, con una disciplina specifica, alcuni pensionati entro la soglia di reddito stabilita. Le regole del bollo non coincidono in tutti i casi.

Per questo non inseriamo il conto di base nello stesso ranking dei conti commerciali a canone zero.

Come leggere il risultato

Il conto con il totale più basso nello scenario scelto non è automaticamente “il migliore”. Il numero serve a capire da dove arriva il costo.

Se un conto appare economico perché hai impostato zero prelievi, ma nella realtà prelevi quattro volte al mese, il risultato non descrive il tuo comportamento. Se un prodotto è segnato con asterisco, inoltre, significa che almeno una voce non è stata stimata e va verificata prima di confrontarlo con una riga completa.

Per una shortlist più ampia, inclusi profilo d’uso e servizi, usa il comparatore dei migliori conti correnti.

Tre scenari utili da provare

Profilo quasi tutto digitale

Imposta carta fisica disattivata, zero o un prelievo mensile e pochi addebiti diretti. In questo scenario emerge il vantaggio dei prodotti che hanno canone e operatività digitale realmente a zero.

Profilo con contante frequente

Prova quattro o sei prelievi al mese, soprattutto sotto 100 €. Le differenze tra soglie e quote gratuite diventano molto più visibili.

Profilo con stipendio o pensione

Attiva l’accredito ricorrente e passa dalla vista “primo anno” a “a regime”. È il modo più utile per capire se un conto con canone ordinario può diventare competitivo una volta soddisfatta la condizione di azzeramento.

Checklist prima di aprire

Prima di scegliere un conto pubblicizzato come gratuito, controlla almeno canone ordinario, carta fisica, prelievi, addebiti diretti, bonifici, operazioni in filiale, condizioni di azzeramento, durata delle promozioni, bollo e documentazione informativa aggiornata.

Domande frequenti

Un conto a canone zero è davvero gratuito?

Non necessariamente. Il canone può essere zero mentre altre operazioni restano a pagamento.

Qual è il conto gratuito più economico?

Dipende dal comportamento. Un prodotto può essere più conveniente per chi non preleva mai e meno conveniente per chi usa spesso gli ATM. Per questo OAC usa scenari personalizzabili invece di una classifica assoluta.

Carta fisica e carta digitale costano sempre uguale?

No. Alcuni conti includono soltanto la carta digitale oppure applicano costi di emissione, spedizione o canone alla carta fisica.

Il bollo è incluso nel confronto?

No. Viene tenuto separato perché dipende dalla situazione fiscale e dalla giacenza media, non soltanto dal prodotto.

Perché alcune righe hanno una stima parziale?

Perché il dataset non contiene una voce verificata oppure il costo dipende da un comportamento che il comparatore non può dedurre, come la rete ATM effettivamente usata. In questi casi OAC preferisce mostrare l’incertezza invece di assumere 0 €.

COMPARATORE OAC · COSTO REALE

Quanto costa davvero un conto “gratuito” nel tuo uso?

Il calcolo parte dai dati ufficiali presenti nel registry OAC e somma canone, carta fisica, prelievi e addebiti diretti quando il costo è modellabile. Se una voce non è verificata nel dataset, il risultato viene marcato come parziale invece di assumere 0 €.

Scenario iniziale: primo anno, carta fisica, 2 prelievi/mese da 50 €, 2 addebiti diretti/mese.

ContoCanoneCartaPrelieviAddebitiTotale annuoNota

Non include imposta di bollo, cambio valuta, ATM fee del gestore, operazioni fuori SEPA, filiale o servizi accessori. Condizioni del registry ricontrollate il .

Verificabilità OAC

Fonti e verifiche

Archivio fonti

Le fonti sotto sono quelle usate per verificare dati, regole e procedure citate nell’articolo. Quando possibile privilegiamo documenti normativi, autorità, dataset e documentazione ufficiale.

  1. Banca d’ItaliaAutorità
    I costi del conto corrente Verificata il 09/09/2026
  2. BBVAOperatore / fonte ufficiale
    Conto corrente online zero spese Verificata il 09/09/2026
  3. FinecoOperatore / fonte ufficiale
    Fineco One Verificata il 09/09/2026
  4. INGOperatore / fonte ufficiale
    Confronta Conto Corrente Arancio Verificata il 09/09/2026
  5. isybankOperatore / fonte ufficiale
    isyLight Verificata il 09/09/2026
  6. Banca MediolanumOperatore / fonte ufficiale
    SelfyConto Verificata il 09/09/2026
  7. N26Operatore / fonte ufficiale
    N26 Standard Verificata il 09/09/2026
  8. RevolutOperatore / fonte ufficiale
    Commissioni Standard Verificata il 09/09/2026

Nota importante

Questo articolo ha finalità informative ed educative e non costituisce consulenza finanziaria, legale o fiscale personalizzata. Condizioni economiche, imposte e requisiti dei prodotti possono cambiare: verifica sempre la documentazione ufficiale aggiornata prima di decidere.