Tra tariffa monoraria e bioraria non esiste una scelta migliore per tutti. La monoraria applica lo stesso prezzo dell’energia nelle ore previste dall’offerta; la bioraria distingue invece almeno due fasce, tipicamente F1 e F23. Per capire quale conviene davvero devi incrociare quando consumi con quanto costa ogni fascia nella specifica offerta.

In breve: non scegliere la bioraria solo perché usi lavatrice e lavastoviglie la sera. Prima recupera i tuoi kWh in F1 e F23, poi applica i prezzi dell’offerta e confronta anche le quote fisse.

Monoraria o bioraria: la differenza in 30 secondi

StrutturaCome funzionaQuando è più semplice da valutare
Monorariaun prezzo dell’energia non differenziato per fasciase i consumi sono distribuiti durante tutta la giornata
Biorariaprezzi distinti tra F1 e F23se conosci bene la distribuzione dei consumi e le differenze di prezzo sono significative

La parola bioraria non significa automaticamente “energia più economica di sera”. Significa che l’offerta applica prezzi diversi in due raggruppamenti di ore. Se F23 costa meno di F1, spostare consumi fuori dalla F1 può aiutare; ma la differenza reale va verificata nelle condizioni economiche.

Un esempio utile arriva dalle stesse pubblicazioni ARERA: nelle offerte PLACET indicizzate i valori F1 e F23 vengono aggiornati e possono essere molto vicini o perfino avere un ordine diverso da quello che un consumatore si aspetterebbe. Per questo una regola universale del tipo “basta consumare X% la sera” non è affidabile.

Quali sono gli orari F1, F2, F3 e F23

ARERA definisce le fasce orarie utilizzate per distinguere i consumi elettrici:

  • F1: dal lunedì al venerdì, dalle 8:00 alle 19:00, escluse le festività nazionali;
  • F2: nei feriali dalle 7:00 alle 8:00 e dalle 19:00 alle 23:00; il sabato dalle 7:00 alle 23:00, escluse le festività nazionali;
  • F3: nei giorni dal lunedì al sabato dalle 00:00 alle 7:00 e dalle 23:00 alle 24:00; domeniche e festivi per tutte le ore;
  • F23: è l’insieme di F2 e F3.

Per un cliente domestico, quindi, il confronto biorario viene normalmente presentato come F1 contro F23.

Questo dettaglio cambia molto la lettura pratica. Il sabato, la domenica, i festivi, la notte e gran parte della sera ricadono fuori dalla F1. Ma sapere che consumi spesso in F23 non basta ancora a dimostrare che la bioraria sia più conveniente: manca il prezzo.

Schema visivo delle fasce orarie F1 e F23 nella tariffa bioraria
Le fasce descrivono quando avviene il consumo: il prezzo applicato dipende invece dalle condizioni dell'offerta.

Dove vedere quanto consumi in ogni fascia

Parti dalla bolletta o dai dati messi a disposizione dal venditore. Con la misura per fasce puoi trovare i consumi distinti in F1, F2 e F3 oppure aggregazioni equivalenti utili a ricostruire F23.

Se hai, per esempio, i consumi separati in F1, F2 e F3, puoi ottenere il consumo F23 sommando:

F23 = F2 + F3

Non serve indovinare quante ore trascorri a casa. I kWh misurati sono molto più utili delle impressioni: una persona può essere fuori casa tutto il giorno ma avere climatizzazione, boiler, pompe o altri apparecchi che spostano il profilo reale.

Quanta energia devo consumare in F23 perché convenga la bioraria?

Non esiste una percentuale valida per tutte le offerte.

La soglia dipende almeno da tre elementi:

  1. prezzo monorario;
  2. prezzo F1;
  3. prezzo F23.

Se cambiano questi tre valori, cambia anche la quota di consumi fuori punta necessaria per rendere una struttura più conveniente dell’altra.

Per questo due offerte possono portare a conclusioni opposte anche con lo stesso identico profilo di consumo.

Confronto tra distribuzione dei consumi e prezzi per valutare monoraria e bioraria
La distribuzione dei consumi non basta: per capire la convenienza servono anche i prezzi reali dell'offerta.

Il calcolo pratico

Per confrontare la sola componente energia puoi partire da queste formule:

Monoraria = consumo totale × prezzo monorario

Bioraria = consumo F1 × prezzo F1 + consumo F23 × prezzo F23

Poi devi aggiungere le eventuali quote fisse o altre componenti di vendita che differiscono tra le due offerte.

Le componenti di rete, gli oneri e le imposte non vanno ignorati quando vuoi stimare la bolletta complessiva, ma per capire se è la struttura mono/bioraria a fare la differenza conviene isolare prima le voci che cambiano davvero tra le offerte.

Esempio: perché la percentuale da sola può ingannare

Immagina due famiglie che consumano entrambe il 70% dell’energia in F23. A prima vista sembrerebbero entrambe candidate ideali per una bioraria.

Ma nella prima offerta F23 potrebbe essere sensibilmente più economica di F1 e del prezzo monorario. Nella seconda, invece, F1 e F23 potrebbero essere molto vicine, mentre la monoraria potrebbe avere un prezzo competitivo o una quota fissa più bassa.

Il profilo di consumo è identico, ma il risultato economico può cambiare.

È questo il motivo per cui OAC non usa una “percentuale magica” di consumi serali come criterio universale.

Quando la monoraria può avere più senso

La monoraria è particolarmente semplice quando i consumi sono distribuiti in modo abbastanza uniforme e non vuoi organizzare l’uso degli apparecchi intorno alle fasce.

Può essere interessante anche quando:

  • lavori spesso da casa durante le ore F1;
  • climatizzazione o riscaldamento elettrico funzionano molto durante il giorno;
  • il differenziale tra F1 e F23 dell’alternativa bioraria è piccolo;
  • l’offerta monoraria ha condizioni economiche complessive migliori;
  • preferisci una struttura di prezzo più immediata da controllare.

Non significa che chi lavora da casa debba scegliere sempre una monoraria. Significa che il suo profilo rende ancora più importante fare il calcolo sui kWh reali.

Quando la bioraria può avere più senso

La bioraria merita attenzione se una parte importante dei consumi avviene fuori dalla F1 e il prezzo F23 dell’offerta è sufficientemente favorevole rispetto alle alternative.

Il profilo può essere compatibile, per esempio, con una casa vuota nei feriali durante il giorno e più utilizzata la sera e nel weekend. Anche la ricarica domestica di un’auto elettrica programmata di notte può spostare una quota rilevante dei consumi verso F23.

Ma resta necessario controllare la formula economica: il comportamento domestico crea l’opportunità, i prezzi stabiliscono se quell’opportunità produce davvero un risparmio.

Smart working: meglio monoraria o bioraria?

Lo smart working aumenta spesso l’uso di energia nelle ore centrali dei giorni feriali: computer, monitor, climatizzazione, cucina e altri apparecchi possono spostare più kWh in F1.

Questo tende a ridurre uno dei vantaggi potenziali della bioraria, ma non basta per escluderla. Se la differenza tra i prezzi è particolare, oppure gran parte dei consumi più pesanti resta programmata in F23, il risultato può essere diverso.

La verifica corretta resta la stessa: prendi almeno alcuni mesi rappresentativi di consumi per fascia e applica i prezzi reali delle offerte che stai confrontando.

Famiglia fuori casa di giorno: la bioraria conviene?

È un profilo che spesso concentra più attività domestiche la sera e nel weekend, quindi può avere una quota F23 elevata.

Attenzione però ai consumi automatici: frigorifero, boiler elettrico, pompe, climatizzazione programmata e dispositivi sempre accesi continuano a consumare anche quando non c’è nessuno in casa.

Prima di concludere che la bioraria sia la scelta giusta, guarda i dati del contatore o della bolletta. Il comportamento percepito e il consumo misurato non sempre coincidono.

Monoraria o bioraria non significa fisso o indicizzato

Sono due decisioni diverse.

Monoraria/bioraria descrive come il prezzo viene differenziato nel corso della giornata o della settimana.

Fisso/indicizzato descrive invece come il prezzo della componente energia viene determinato nel tempo.

Puoi quindi incontrare offerte a prezzo fisso con articolazione monoraria o per fasce, così come offerte indicizzate la cui formula utilizza valori differenziati.

Se stai confrontando un’offerta indicizzata, può essere utile capire anche come leggere l’andamento del PUN luce. Il PUN è però un riferimento di mercato: non sostituisce la lettura della formula specifica del contratto.

Come confrontare due offerte senza sbagliare

Usa un metodo sempre uguale:

  1. recupera i consumi reali F1, F2 e F3 di un periodo rappresentativo;
  2. calcola F23 sommando F2 e F3, se necessario;
  3. annota il prezzo monorario dell’offerta A;
  4. annota prezzo F1 e prezzo F23 dell’offerta B;
  5. applica i prezzi ai tuoi kWh;
  6. aggiungi le quote fisse di vendita e le altre differenze economiche pertinenti;
  7. confronta il costo sullo stesso periodo.
Metodo pratico per confrontare una tariffa monoraria e una bioraria
Il confronto corretto parte dai consumi reali, applica i prezzi delle offerte e considera anche le quote fisse.

Se stai confrontando offerte diverse, controlla anche durata delle condizioni, modalità di indicizzazione, eventuali servizi aggiuntivi e costi non legati ai kWh. La guida OAC su come valutare un’offerta luce e gas aiuta a non fermarsi al prezzo pubblicitario.

E il costo totale del kWh?

Il prezzo energia dell’offerta non coincide con il costo finale della bolletta.

Oltre alle componenti di vendita, la fattura comprende servizi di rete, oneri generali, imposte ed eventuali altre partite. Se vuoi capire perché dividere semplicemente il totale della bolletta per i kWh può dare un risultato diverso dal prezzo pubblicizzato, leggi quanto costa davvero 1 kWh in bolletta.

Per il confronto mono/biorario, però, la domanda iniziale resta più circoscritta: quali componenti cambiano tra le due offerte che sto valutando?

Errori da evitare

Il primo è scegliere in base a una soglia percentuale letta online senza verificare da quali prezzi sia stata calcolata.

Il secondo è pensare che F23 sia sempre meno cara di F1. Le fasce definiscono quando avviene il consumo; il prezzo dipende dalle condizioni applicate.

Il terzo è confrontare un prezzo monorario con il solo prezzo F23 e ignorare i kWh consumati in F1.

Il quarto è ignorare le quote fisse: con consumi bassi possono pesare molto sul risultato complessivo.

Il quinto è confondere tariffa bioraria e tariffa indicizzata. Una riguarda le fasce, l’altra il meccanismo con cui il prezzo evolve.

Checklist prima di scegliere

Prima di firmare, verifica:

  • kWh consumati in F1;
  • kWh consumati in F2 e F3 o direttamente in F23;
  • prezzo monorario;
  • prezzo F1;
  • prezzo F23;
  • quota fissa di vendita;
  • durata delle condizioni economiche;
  • eventuale formula di indicizzazione;
  • servizi o costi aggiuntivi;
  • periodo dei consumi usato per il confronto.

Se non hai almeno consumi per fascia e condizioni economiche complete, il confronto è ancora incompleto.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra tariffa monoraria e bioraria?

La monoraria non differenzia il prezzo dell’energia in base alle fasce previste dall’offerta; la bioraria applica prezzi distinti, normalmente tra F1 e F23 per i clienti domestici.

Quali sono gli orari della tariffa bioraria?

F1 copre i feriali dalle 8:00 alle 19:00, escluse le festività. F23 comprende F2 e F3: quindi sera, notte, sabato, domenica e festività secondo le fasce definite da ARERA.

La bioraria conviene se consumo il 70% la sera?

Non necessariamente. La percentuale dei consumi è solo metà del confronto: devi conoscere anche prezzo F1, prezzo F23, alternativa monoraria e quote fisse.

Chi lavora da casa dovrebbe scegliere la monoraria?

Non automaticamente. Lo smart working può aumentare i consumi F1, ma la convenienza dipende comunque dai prezzi dell’offerta e dal resto del profilo di consumo.

Il sabato è F1?

No. Nella definizione ARERA, la F1 riguarda dal lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 19:00, escluse le festività. Il sabato rientra nelle fasce che compongono F23.

Monoraria significa prezzo fisso?

No. “Monoraria” indica l’assenza di differenziazione del prezzo per fascia; “prezzo fisso” descrive invece come il prezzo viene mantenuto o determinato nel periodo contrattuale.

In sintesi

La domanda corretta non è “monoraria o bioraria, quale conviene in generale?”, ma “quale costa meno con i miei consumi e con questi prezzi?”.

Recupera i kWh per fascia, applica i prezzi delle offerte allo stesso profilo e confronta anche le quote fisse. Solo così la scelta smette di essere una regola generica e diventa un confronto basato sui tuoi dati.

Verificabilità OAC

Fonti e verifiche

Archivio fonti

Le fonti sotto sono quelle usate per verificare dati, regole e procedure citate nell’articolo. Quando possibile privilegiamo documenti normativi, autorità, dataset e documentazione ufficiale.

  1. ARERAAutorità
    Fasce orarie Verificata il 13/08/2026
  2. ARERAAutorità
    Offerte standard per i clienti finali - PLACET Verificata il 13/08/2026
  3. ARERAAutorità
    Valori delle componenti di vendita per il Servizio di maggior tutela Verificata il 13/08/2026

Nota importante

Questo articolo ha finalità informative ed educative e non costituisce consulenza finanziaria, legale o fiscale personalizzata. Condizioni economiche, imposte e requisiti dei prodotti possono cambiare: verifica sempre la documentazione ufficiale aggiornata prima di decidere.