Quando guardi un BTP non ti basta sapere “cedola 3,50%”: quello che ti interessa è quanto rende davvero rispetto a quello che paghi e a quello che incasserai, al lordo e al netto delle tasse.
Precisazione: cedola e rendimento non sono sinonimi. Il rendimento effettivo dipende dal prezzo pagato, dai flussi, dalla data di rimborso, dalle imposte e dalle commissioni.
La risposta breve, prima dei dettagli: il rendimento di un BTP dipende da tre cose insieme — la cedola, il prezzo a cui lo compri rispetto a 100, e quanto manca alla scadenza. Se compri sotto la pari (meno di 100), il rendimento a scadenza è più alto della cedola. Se compri sopra la pari, è più basso. Il netto si ottiene togliendo il 12,5% di tasse su cedole e guadagno in conto capitale, più lo 0,20% annuo di bollo sul deposito titoli — non un semplice “meno 12,5% su tutto”.
I tre numeri da distinguere quando guardi un BTP
Prima delle formule, separiamo tre concetti che online vengono spesso confusi:
Cedola nominale: la percentuale stampata sul titolo, riferita al valore nominale 100. Un BTP “3,50% 2034” paga una cedola annua di 3,50 su 100 di nominale.
Rendimento immediato (current yield): semplicemente cedola diviso prezzo di acquisto. Se compri a 95 e la cedola è 3,5, il rendimento immediato è 3,5/95 ≈ 3,68%. Ti dice solo quanto pesa la cedola rispetto a quello che hai investito — niente di più.
Rendimento a scadenza (Yield to Maturity, YTM): il rendimento complessivo se porti il titolo fino alla scadenza, cedole più differenza tra prezzo di acquisto e rimborso a 100. È questo il numero giusto per confrontare un BTP con un conto deposito o un altro investimento — non la cedola nominale.
Perché il rendimento a scadenza è diverso dalla cedola
Se compri esattamente a 100 (alla pari), cedola e rendimento sono quasi identici: paghi 100, incassi le cedole, a scadenza ti tornano 100. Le cose cambiano quando:
- Compri sotto la pari (prezzo inferiore a 100): oltre alle cedole, a scadenza incassi anche una plusvalenza — dalla differenza tra quello che hai pagato e i 100 del rimborso. Il rendimento a scadenza diventa più alto della cedola.
- Compri sopra la pari (prezzo superiore a 100): a scadenza subisci una minusvalenza — il rimborso a 100 è meno di quanto avevi pagato. Il rendimento a scadenza scende sotto la cedola.
Guardare solo “cedola 3,5%” è quindi fuorviante: il confronto vero si fa sul rendimento a scadenza, non sul tasso stampato sul titolo.
La formula approssimata del rendimento lordo
Esiste una formula semplificata, usata comunemente per farsi un’idea senza calcoli iterativi:
YTM ≈ [Cedola + (100 − Prezzo) / Anni] / [(100 + Prezzo) / 2]
Dove la cedola è espressa in euro per 100 di nominale, il prezzo è il corso attuale, e gli anni sono quelli che mancano alla scadenza. La formula somma la cedola alla quota annua di plusvalenza (o minusvalenza), e divide per la media tra 100 e il prezzo pagato.
Un esempio con numeri veri
Un BTP con cedola 3,85%, prezzo di mercato 98, 7 anni alla scadenza:
YTM ≈ [3,85 + (100−98)/7] / [(100+98)/2] = [3,85 + 0,29] / 99 ≈ 4,18% lordo
Questa formula approssimata si avvicina molto al calcolo esatto fatto con metodi iterativi (che tengono conto anche della cadenza semestrale delle cedole) — la differenza è tipicamente di pochi centesimi di punto, sufficiente per farsi un’idea reale senza bisogno di Excel.
Dal lordo al netto: la tassazione al 12,5%
Qui la maggior parte delle guide semplifica troppo, applicando un generico “meno 12,5%” su tutto il rendimento lordo. Non è così che funziona davvero: cedola e capital gain vanno tassati separatamente, e va sottratto anche il bollo.
Il calcolo corretto:
- Cedola netta = cedola lorda × (1 − 0,125)
- Capital gain netto = (100 − prezzo) × (1 − 0,125) — solo se il capital gain è positivo (se hai comprato sopra la pari, la minusvalenza non si tassa, si sottrae così com’è)
- Rendimento netto = [(cedola netta + capital gain netto / anni) / prezzo medio] × 100, meno lo 0,20% di bollo annuo sul deposito titoli
Lo stesso esempio, questa volta al netto
Cedola 3,85%, prezzo 98, 7 anni:
- Cedola netta: 3,85 × 0,875 = 3,37
- Capital gain netto: 2 × 0,875 = 1,75, diviso 7 anni = 0,25
- Somma: 3,62, diviso prezzo medio 99, moltiplicato 100 ≈ 3,66%
- Meno il bollo (0,20%): rendimento netto ≈ 3,46%
Nota la differenza con un calcolo sbrigativo tipo “4,18% × 0,875 = 3,68%”: lo scarto di 0,22 punti è esattamente il bollo, che molti calcoli online si dimenticano di sottrarre. Su un investimento di qualche migliaio di euro, in sette anni, non è un dettaglio trascurabile.
Perché il netto dei BTP batte spesso conti deposito e obbligazioni bancarie
Il motivo è la tassazione agevolata: sui titoli di Stato italiani si paga il 12,5% su cedole e capital gain, contro il 26% della maggior parte degli altri strumenti (conti deposito, obbligazioni bancarie, corporate). Solo sulla cedola, per fare un confronto rapido: un BTP al 3,85% lordo rende netto circa 3,37% (3,85 × 0,875). Per ottenere lo stesso netto da uno strumento tassato al 26%, servirebbe un lordo attorno al 4,55-4,60%. È per questo che, a parità di rischio percepito, un BTP spesso conviene più di quanto il tasso nominale suggerisca a prima vista.
Perché conviene usare il calcolatore invece di rifare i conti ogni volta
La formula approssimata ti dà un’idea solida, ma alcuni BTP hanno cedole semestrali con date di pagamento precise, e il calcolo esatto (con metodo iterativo) le considera una per una. Il calcolatore fa questo lavoro al posto tuo: applica la formula, separa la tassazione di cedola e capital gain, sottrae il bollo — con gli stessi identici numeri che hai visto in questo articolo, non una versione approssimata diversa.
Calcola il tuo BTP
Metti prezzo, cedola e anni alla scadenza del titolo che stai guardando, e il calcolatore rendimento BTP ti dà lordo e netto in tempo reale, con la stessa formula spiegata qui sopra.
Riassumendo
- Guarda sempre il rendimento a scadenza (YTM), non la cedola nominale — sono la stessa cosa solo se compri esattamente alla pari.
- Sotto la pari il rendimento sale, sopra la pari scende rispetto alla cedola.
- Il netto non è “lordo meno 12,5% su tutto”: cedola e capital gain si nettano separatamente, e va sottratto anche lo 0,20% di bollo annuo.
- La tassazione agevolata al 12,5% è il motivo per cui un BTP spesso batte in rendimento netto strumenti con un tasso lordo apparentemente più alto.
Fonti ufficiali e data di verifica
Verificato il 6 agosto 2026.