Sì: una carta prepagata può rilevare nell’ISEE anche se non è un conto corrente tradizionale. Nella DSU 2026 le carte prepagate con IBAN sono assimilate ai conti correnti e indicate con il codice 01; le carte prepagate senza IBAN vanno invece indicate tra gli altri rapporti finanziari con il codice 99.
Per l’ISEE ordinario 2026, il patrimonio di riferimento è quello del 2024, cioè il secondo anno precedente alla presentazione della DSU.
Informazioni verificate il 26 settembre 2026.
Carta prepagata e ISEE: risposta in breve
| Tipo di carta | Trattamento DSU 2026 |
|---|---|
| Carta prepagata con IBAN | Assimilata al conto corrente, codice 01 |
| Carta prepagata senza IBAN | Altro rapporto finanziario, codice 99 |
| Anno patrimoniale ISEE 2026 | 2024 |
| Dato da usare | Quello previsto dalla certificazione/documentazione del rapporto |
| Carta chiusa durante l’anno | Va verificata se posseduta nel periodo rilevante |
La distinzione più importante è quindi con IBAN / senza IBAN, non il marchio commerciale della carta.
Carta prepagata con IBAN: come viene trattata
Le istruzioni ufficiali della DSU 2026 indicano che le carte prepagate con IBAN sono assimilate ai conti correnti bancari o postali e vanno riportate con il codice 01.
Per i rapporti di questo tipo la DSU richiede il saldo contabile attivo al 31 dicembre dell’anno patrimoniale e la giacenza media annua.
Per l’ISEE 2026 il riferimento ordinario è quindi:
- saldo al 31 dicembre 2024;
- giacenza media annua 2024;
- eventuale data di apertura o chiusura se il rapporto è iniziato o cessato durante l’anno.
Se vuoi approfondire il caso specifico di Poste, trovi la guida dedicata a Postepay Evolution e ISEE 2026.
Carta prepagata senza IBAN: cambia il codice DSU
Una carta prepagata senza IBAN non viene classificata come conto corrente.
Le istruzioni 2026 specificano che le carte prepagate non dotate di IBAN devono essere inserite con il codice 99, utilizzato per altri strumenti e rapporti finanziari.
Questo non significa che una carta senza IBAN sia automaticamente irrilevante per l’ISEE.

Il dato da indicare va ricavato dalla documentazione rilasciata dall’emittente e deve essere coerente con la natura del rapporto.
Serve sempre la giacenza media?
Per le carte con IBAN assimilate ai conti correnti, saldo e giacenza media fanno parte dei dati previsti dalla prima sezione del Quadro FC2.
Per una carta senza IBAN, invece, non va applicata automaticamente la stessa logica solo perché si tratta comunque di una “prepagata”. Le istruzioni la collocano nella categoria codice 99, dove il valore da riportare segue le regole dell’altro rapporto finanziario.
In pratica, la cosa più prudente è utilizzare il documento ISEE o patrimoniale prodotto dall’emittente, senza ricostruire a memoria un dato non previsto.
ISEE 2026: quale anno della carta bisogna usare?
INPS indica che il patrimonio mobiliare e immobiliare dell’ISEE ordinario è riferito al 31 dicembre del secondo anno precedente.
Per una DSU presentata nel 2026, il riferimento patrimoniale ordinario è quindi il 2024.
Questo significa che:
- il saldo che vedi oggi nell’app non è il dato da usare;
- una ricarica fatta nel 2026 non modifica retroattivamente il patrimonio 2024;
- una carta chiusa oggi può comunque essere rilevante se era posseduta nel periodo richiesto.
Per capire meglio la differenza tra saldo e media annuale puoi leggere la guida OAC sulla giacenza media per ISEE.
Esempio: carta con IBAN
Immagina una carta con IBAN che nel 2024 abbia avuto:
- saldo al 31 dicembre: 600 euro;
- giacenza media annua: 1.900 euro.
Nella DSU non devi scegliere liberamente il dato più basso.
Per i rapporti assimilati al conto corrente le regole ISEE prevedono l’indicazione dei dati richiesti e applicano poi i criteri di calcolo previsti dalla disciplina.
L’esempio serve solo a mostrare perché saldo finale e giacenza media non sono intercambiabili.

Esempio: carta senza IBAN
Immagina invece una carta ricaricabile senza IBAN con un valore residuo di 250 euro al termine dell’anno patrimoniale.
La carta non va classificata come conto corrente solo perché consente pagamenti e ricariche. Nella DSU rientra tra gli altri rapporti finanziari con codice 99.
Devi quindi verificare quale valore l’emittente certifica per l’anno rilevante.
E se la carta è vuota?
Un saldo pari a zero non significa automaticamente che il rapporto non esista.
Le istruzioni ISEE distinguono infatti tra assenza di rapporti finanziari e rapporti esistenti con dati contabili pari a zero.
Se la carta era attiva nell’anno di riferimento, controlla la documentazione e non eliminarla dalla ricostruzione soltanto perché a fine anno risultava vuota.
Se ho chiuso la carta durante il 2024
Le istruzioni prevedono l’indicazione della data di fine rapporto quando il rapporto è cessato nel corso dell’anno.
Quindi una carta chiusa prima del 31 dicembre non va ignorata automaticamente.
Questo è particolarmente importante per le carte con IBAN, perché la giacenza media può restare significativa anche se il saldo finale non esiste più.
Carta intestata a un minore
Ai fini ISEE, il punto non è chi utilizza materialmente la carta ma a chi è intestato il rapporto e a quale componente del nucleo deve essere attribuito.
Se la carta è intestata a un minore del nucleo, la relativa documentazione patrimoniale va valutata nella DSU del componente cui appartiene.
Per situazioni particolari — tutela, affidamento, intestazioni non ordinarie — è opportuno verificare la compilazione con CAF o professionista.
Carta cointestata o collegata a più soggetti
Molte prepagate sono personali e non prevedono una vera cointestazione, ma alcuni strumenti finanziari possono avere configurazioni più complesse.
Non dividere un valore “a metà” in modo automatico.
Usa sempre intestazione, documentazione ufficiale e istruzioni DSU per attribuire correttamente il rapporto al componente del nucleo.
La carta prepagata entra nella franchigia dei 50.000 euro?
No, non per il semplice fatto di essere una carta.
L’esclusione fino a 50.000 euro prevista dalla disciplina ISEE riguarda specifiche categorie, come determinati titoli di Stato, buoni fruttiferi postali e libretti di risparmio postale.
Una normale carta prepagata non beneficia automaticamente di questa esclusione.
Come recuperare i dati corretti
Cerca una sezione dell’app o dell’area clienti con diciture come:
- certificazione ISEE;
- attestazione patrimoniale;
- saldo e giacenza media;
- documenti fiscali;
- estratto annuale.
Se il documento non è disponibile online, chiedilo direttamente all’emittente.
Per una DSU ufficiale è meglio usare il dato certificato dall’operatore che una ricostruzione manuale.
Errori frequenti
“È solo una prepagata, quindi non conta.” Le istruzioni DSU prevedono esplicitamente sia carte con IBAN sia carte senza IBAN.
“Senza IBAN non va nell’ISEE.” Le carte senza IBAN vanno indicate con codice 99.
“Uso il saldo di oggi.” Per l’ISEE 2026 il riferimento ordinario è il patrimonio 2024.
“Se è vuota non la considero.” Un rapporto con saldo zero non equivale a un rapporto inesistente.
“Tutte le prepagate hanno la stessa giacenza media.” Il trattamento dipende dalla tipologia del rapporto e dalla documentazione ufficiale.
FAQ
Una carta prepagata va dichiarata nell’ISEE?
Sì, se rientra tra i rapporti finanziari posseduti dal componente del nucleo nel periodo rilevante. Le istruzioni 2026 distinguono le carte con IBAN da quelle senza IBAN.
Che codice si usa per una carta prepagata con IBAN?
Le istruzioni DSU 2026 indicano il codice 01, lo stesso dei conti correnti.
E per una carta prepagata senza IBAN?
Le istruzioni indicano il codice 99.
Quale anno serve per l’ISEE 2026?
Per l’ISEE ordinario 2026 il patrimonio di riferimento è quello del 2024.
Postepay Evolution segue la regola delle carte con IBAN?
Sì. Per il caso specifico trovi la guida Postepay Evolution e ISEE.
In sintesi
Per l’ISEE 2026, una carta prepagata non va ignorata solo perché non è un conto corrente tradizionale.
La regola pratica è:
- con IBAN → codice 01 e trattamento assimilato al conto corrente;
- senza IBAN → codice 99;
- anno patrimoniale ordinario → 2024;
- usa sempre la documentazione dell’emittente.
Ultima verifica OAC: 26 settembre 2026. Contenuto informativo generale: per casi particolari di intestazione o compilazione della DSU verifica le istruzioni ufficiali e, se necessario, rivolgiti a CAF o professionista abilitato.
Verificabilità OAC
Fonti e verifiche
Le fonti sotto sono quelle usate per verificare dati, regole e procedure citate nell’articolo. Quando possibile privilegiamo documenti normativi, autorità, dataset e documentazione ufficiale.
- Ministero del Lavoro e delle Politiche SocialiAutoritàIstruzioni per la compilazione della DSU 2026 Verificata il 26/09/2026
- INPSAutoritàPortale unico ISEE Verificata il 26/09/2026
Nota importante
Questo articolo ha finalità informative ed educative e non costituisce consulenza finanziaria, legale o fiscale personalizzata. Condizioni economiche, imposte e requisiti dei prodotti possono cambiare: verifica sempre la documentazione ufficiale aggiornata prima di decidere.